MOCA

Piatto, forchetta, coltello, bicchiere, brocca dell’acqua. Bene. Tutto è sulla tovaglia e pronto…bene, posso chiamare tutti per mangiare.

A TAVOLA! TUTTI A TAVOLA! SI MANGIA!

Intanto prima, grazie a pentole, mestoli, pasta e semilavorati confezionati in barattoli di vetro o in confezioni di plastica, avevamo passato il tempo a preoccuparci di cucinare con criterio, in modo che il sapore della pietanza fosse come lo avevamo immaginato o come lo avevamo desiderato, senza preoccuparci di altro…senza che altri pensieri di natura più tecnica ci preoccupassero.

Non ci siamo infatti chiesti se i contenitori erano stati costruiti con materiali che non rilasciassero sostanze tossiche o peggio cancerogene all’interno dei cibi e bevande che ci apprestavamo a consumare…no, non ce lo siamo chiesti. Perché? Perché sì! Come avremo fatto altrimenti a sapere se erano idonei o meno? Per noi “utilizzatori finali” è estremamente dispendioso una verifica analitica…e inutile! Le prove sono distruttive…

Allora ti fidi e…non ci pensi, o almeno, eviti di pensarci.

Ma questo aspetto non è trascurabile! Potremmo avere le pietanze perfettamente idonee al consumo e una pentola con lo strato antiaderente ormai completamente usurato e ritrovarci con alti livelli di metalli pesanti nei piatti che consumeremo regolarmente, ritrovandoci nel tempo ad avere problemi di salute importanti e…potenzialmente fatali…una cosa mica da ridere!

Ecco che sono nati nell’UE dei regolamenti specifici, che identificano le responsabilità e le azioni minime da eseguire al fine di dare le dovute garanzie al consumatore. Prima di essi e modificato nel tempo in base alle direttive UE emesse nel tempo, in Italia, è presente anche il D.M. del 21/03/1973. Un documento che, sotto certi aspetti, completa i Regolamenti UE, così come previsto da essi.

By |2019-04-09T09:31:12+00:00aprile 9th, 2019|MOCA|